Chi siamo

Se mi avessero chiesto, all’inizio dei miei studi, che tipo di architetto sarei diventato… probabilmente non avrei mai immaginato questo percorso.

Sono un architetto italiano, con una formazione in Architettura e Ingegneria. Ma invece di iniziare in uno studio, tra concept e render, ho iniziato… in fabbrica. Come sviluppatore tecnico, in un’azienda che produceva elementi decorativi per facciate.

Ed è lì che è cambiato tutto.

Perché improvvisamente l’architettura non era più solo disegno o idea. Era materia, era vincoli, era dettagli da risolvere al millimetro. Ho iniziato a capire cosa significa davvero costruire. A trasformare qualcosa di bello… in qualcosa che può esistere.

Poi è arrivata l’Algeria. Il mio primo cantiere all’estero, come consulente tecnico.

Un contesto completamente diverso, più complesso, più esigente. Lavoravo su un progetto ERP, con standard tecnici rigidissimi. E lì ho capito una cosa fondamentale: l’estetica da sola non basta. Serve saper dialogare con le tecnologie, con chi produce, con chi costruisce. Serve riuscire a far convivere il dettaglio di lusso con la precisione industriale.

Tornato in Italia, ho continuato a muovermi tra studi e imprese, sempre un po’ in quella zona di confine tra progetto e realizzazione.

Fino a quando sono arrivato a Parigi.

Qui ho lavorato come project manager e site manager per un’impresa generale italiana, seguendo progetti commerciali di lusso. E lì… tutto si amplifica. Nulla è standard, ogni dettaglio è unico, i tempi sono strettissimi e gli interlocutori tantissimi.

È un ambiente dove devi tenere insieme tutto: visione, tecnica, produzione, cantiere.

E forse è proprio lì che ho capito qual era davvero il mio modo di fare architettura.

Dopo dieci anni immerso nella fase esecutiva, nel 2026 ho deciso di aprire il mio studio a Parigi, nasce cosi LVSFNC Architecture & Design

Non per allontanarmi dal cantiere… ma, al contrario, per portarlo dentro il progetto fin dall’inizio.

Oggi quello che cerco di fare è questo: creare un’architettura che sia sì estetica, ma anche consapevole, concreta, realizzabile. Un’architettura che non si fermi all’idea, ma che sappia già come prendere forma.

Perché alla fine, per me, il vero progetto è quello che riesce ad arrivare fino in fondo.

Francesco Lovison Architetto

Dettaglio architettonico in bianco e nero